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La sua denominazione ha origini dalle colline argillose di colore bianco. Rinomata località balneare, bella spiaggia, gran parte della notorietà gli viene dal vino DOC Greco di Bianco, "nettare degli Dei". Il turista troverà di particolare interesse il Duomo di "Tutti i Santi" ed il Santuario della Madonna di Pugliano, del 1500-1600. Oggi è un grazioso centro, ben avviato turisticamente.

L'antico paese, sorto nel X secolo d.C. su un preesistente abitato; capoluogo di una baronia che comprendeva diversi centri limitrofi, appartenuto a diversi signori, tra cui i Carafa di Roccella, fu abbandonato a causa del terremoto. Le sue rovine - ancora visibili i resti della cinta muraria e di alcuni edifici, che conservano gli antichi portali - assieme a quelle di un altro borgo disabitato, Zoparto (nel territorio di Bovalino), si trovano sulle pendici di una bassa collina (260 m. s.l.m.), a circa 3 chilometri dal moderno nucleo urbano. Interessanti da visitare, nei dintorni, i resti di una villa romana, con bei mosaici policromi, i ruderi del convento di Santa Maria della Vittoria, eretto nel 1622 e andato in rovina a causa di un incendio, quelli della chiesa del Soccorso, con bel campanile ottagonale, e infine la chiesa della Madonna di Pugliano, edificata su un preesistente edificio di culto basiliano.

Bianco ha origine tra la fine dell’XI e l’inizio del X secolo, dall’antica città greco-romana di Butroto (nel cui territorio pare ci fosse il porto di Locri Epizefiri), situata a circa 4 km dal mare, ma fu quasi completamente distrutta dal terribile terremoto del 1783, dopo del quale si sviluppò rapidamente, in prossimità, della spiaggia, il nuovo centro abitato. Fino ad allora, Bianco era stato, dopo Gerace, il “dipartimento” più importante del territorio “per antichità, per tenore di vita, per commerci, per cultura e per presenza di istituzioni ecclesiastiche”. Col terremoto del 1908 il trasferimento nel Bianco Novo fu totale e definitivo. La nuova collocazione sul mare ha mescolato lentamente la vecchia cultura contadina con la nuova marinara, costituita da immigrati calabro-siculi. Nel 1847 da Bianco partì il moto insurrezionale antiborbonico, che culminò nella fucilazione dei “Cinque martiri di Gerace”. Oggi Bianco è una cittadina con forti potenzialità turistiche, per l’estesa spiaggia e l’azzurro mare (bandiera blu 2002) di cui è dotata, per la vicinanza al Parco nazionale dell’Aspromonte, per l’enorme patrimonio di beni culturali della zona, per l’intensa e ricca “estate bianchese”, culminante il 15 agosto con un eccezionale spettacolo di fuochi d’artificio, uno dei grandi eventi della Locride.

Comune di Bianco

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